30 marzo 2007
La Domenica delle Palme
21 marzo 2007
E' Primavera?!?
08 marzo 2007
8 marzo
L’8 marzo è quindi il ricordo di quel tragico giorno, diventato il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, oltre che punto di partenza per il riscatto della propria dignità e per la conquista della parità sociale. Esistono anche altre versioni della storia dell'8 marzo, ma di sicuro il significato della celebrazione non cambia. Oggi questa data è diventata una festa più frivola e meno impegnata, perché come tutte le ricorrenze, a lungo andare il fattore commerciale prende il sopravvento. Da una parte è anche giusto così: abbiamo tutti bisogno, chi per un motivo, chi per un altro, di fare festa e lasciarci andare ogni tanto e sempre secondo me, nei limiti del buon gusto! L'augurio che vorrei fare alle donne e a me stessa è di avere più fiducia nelle proprie capacità, di essere più unite e solidali, di pretendere sempre il rispetto dagli altri e da sè stesse, di lottare sì ma con meno aggressività e di preservare con fierezza la propria femminilità. La mia dedica virtuale per oggi e per tutti i 365 giorni dell'anno non può essere che questa:
"QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO" di Enrico Ruggeri
Ci fanno compagnia certe lettere d'amore, parole che restano con noi;
e non andiamo via ma nascondiamo del dolore che scivola, lo sentiremo poi.
Abbiamo troppa fantasia e se diciamo una bugia
è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no e se ci trasformiamo un po',
è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi.
Siamo così, è difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare,
tanto ci potrai trovare qui, con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando
ti diremo ancora un altro "si".
In fretta vanno via della giornate senza fine, silenzi che familiarità;
e lasciano una scia le frasi da bambine che tornano, ma chi le ascolterà...
E dalle macchine per noi i complimenti dei playboy
ma non li sentiamo più se c'è chi non ce li fa più,
cambia il vento ma noi no e se ci confondiamo un po'
è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare ancora con noi.
Siamo così, dolcemente complicate,
sempre più emozionate, delicate,
ma potrai trovarci ancora qui,
nelle sere tempestose portaci delle rose, nuove cose
e ti diremo ancora un altro "si",
è difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare,
tanto ci potrai trovare qui, con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando
ti diremo ancora un altro "sì"
06 marzo 2007
Se capitasse a te?
24 febbraio 2007
La domanda del "mese"
13 febbraio 2007
W l'Amore!!!
SORPRENDIMI
S.Grandi / S.Grandi, G.Curreri
Sorprendimi
Con baci che non conosco ogni notte
Stupiscimi
E se alle volte poi cado ti prego
Sorreggimi, aiutami, a capire le cose del mondo
E parlami
Di più di te, io mi do a te
Completamente.
Adesso andiamo nel vento e riapriamo le ali
C’è un volo molto speciale non torna domani
Respiro nel tuo respiro e ti tengo le mani
Qui non ci vede nessuno siam troppo vicini
E troppo veri
Sorprendimi
E con carezze proibite dolcissime
Amami
E se alle volte mi chiudo ti prego
Capiscimi, altro non c’è che la voglia di crescere insieme
Ascoltami
io mi do a te, e penso a te
continuamente
Adesso andiamo nel vento e riapriamo le ali
C’è un volo molto speciale non torna domani
Respiro nel tuo respiro e ti tengo le mani
Qui non ci prende nessuno siam troppo vicini
E troppo veri
………………………………..
Dai che torniamo nel vento e riapriamo le ali
C’è un volo molto speciale non torna domani
Respiro nel tuo respiro e ti tengo le mani
Qui non ci prende nessuno siam troppo vicini
E troppo veri……………….
Sorprendimi… sorprendimi… sorprendimi…
16 gennaio 2007
Una favola vera!
Ogni giorno Mauro esce con Giovanni, il suo amico del cuore, per andare al Lungomare. Lì incontra altri amici e insieme trascorrono ore liete, a passeggiare e a giocare a carte. Qualche volta va con loro anche Vittorio che è un grande combattente: lotta da anni, con un coraggio da leone, contro una malattia che vuole portarselo via. Mauro, Giovanni, Vittorio e gli altri amici sono dei simpatici nonnini che si fanno compagnia per ammazzare la noia e la solitudine. Al Lungomare spesso si fermano quasi ammirati, a guardare i gabbiani che volano liberi nell'aria. Mauro è sempre molto colpito dagli animali e in particolare dai loro versi che si diverte ad imitare. Così canta insieme ai gabbiani tra gli amici e i passanti che spesso non distinguono la differenza! Un giorno il gruppo di amici si accorge che in una particolare zona del Lungomare si nascondono tre gatti. Mauro li osserva, vorrebbe accarezzarli, ma i mici, pur avendo contatto a distanza con una signora che porta loro del cibo, sono comunque diffidenti e non si lasciano avvicinare da nessuno. I nonnini insistono, ma non c'è niente da fare. Così Mauro si rassegna a guardarli da lontano e ad imitare alla perfezione il loro verso. Il più scontroso di tutti è Ciccio, che vedete nella foto, ma è anche quello che attrae di più Mauro. Le passeggiate continuano, ma Vittorio, nonostante la sua lotta, alla fine dopo anni, cede alla malattia e lascia questo mondo terreno. Tutti gli amici del Lungomare sono dispiaciuti per aver perso un compagno con il quale condividevano tanti bei momenti. Mauro, che ha sempre avuto una paura folle della morte, a vedere il suo amico nel letto, senza vita, non ce la fa proprio. Così pensando a Vittorio, il giorno della sua dipartita, va lo stesso al Lungomare e come tutti i giorni si avvicina alla zona dei gatti. "Ciccio, Ciccio!" chiama... niente. Poi ancora: "Ciccio, vieni qua!" Rassegnato si va a sedere sulla panchina e proprio quando non ci pensava più, dal muretto di fronte fa capolino proprio lui, Ciccio! Mauro non crede ai suoi occhi e immobile aspetta di vedere cosa accade. Ciccio pian pianino si avvicina alla panchina, guarda dritto negli occhi Mauro e con un balzo gli va in grembo, fa le fusa, gli gira attorno e si lascia accarezzare senza più problemi. Incredibile!!! E' nato un amore! Mauro che quel giorno era così triste per l'amico che non c'era più e anche perchè non era andato a trovarlo, pensa: "Vittorio ha trovato il modo per salutarmi: la sua anima si è incarnata in Ciccio, non c'è altra spiegazione!" Questo è quello che Mauro crede e testimonia in giro tra gli amici e in famiglia... Chissa?!? Ognuno creda quel che vuole. Il fatto è che da allora Mauro e Ciccio sono inseparabili. Ogni giorno al Lungomare avviene questo incontro d'amore e coccole che io sono andata a vedere di persona e vi assicuro: è uno spettacolo dolcissimo!01 gennaio 2007
19 dicembre 2006
AUGURI!!!
C'è un Natale nascosto, quello che non si vede nelle vetrine, sulle tavole imbandite, tra i regali... E' quello che miracolosamente attraverso la "Natività", ci fa credere ancora nell'Amore e nonostante a volte la sensazione che l'Umanità sia pervasa dal "Male", ci da la speranza che in Essa sopravviva il "Bene". Considerando che facciamo tutti parte di questa Umanità, l'augurio che sento di fare a Voi e a noi, è quello di non perdere mai la fiducia nell'Uomo!
Buon Natale a tutti!
30 novembre 2006
Avanti tutta!
E' davvero per me un periodo di lavoro intenso e così ho grosse difficoltà a trovare il tempo per scrivere sul blog. Mi manca farlo, ma sono comunque soddisfatta perchè nonostante le difficoltà, il lavoro c'è. E poi, non vorrei ripetermi, ma cantare è la mia linfa vitale e ora, grazie a Tullio(sempre Lui), ho anche trovato un posticino davvero fantastico, dove c'è gente che sa ascoltare e non è poco, credetemi! Approfitto per ringraziare le persone che ci seguono e ci scrivono: grazie, grazie, grazie! Continuate perchè siete la nostra forza!
07 novembre 2006
Che rabbia!!!
28 ottobre 2006
...ancora poesia
Per caso ho letto questo "Proverbio" tratto da "Sole di notte" di Jacques Prévert e ne sono rimasta colpita per ovvi motivi.
Su una spiaggia deserta
una tartaruga capovolta
accanto a una clessidra
Nessuno che li possa rovesciare
Tartaruga
la tua ultima ora
nessuno la conterà.
Su una spiaggia deserta
una tartaruga capovolta
accanto a una clessidra
Nessuno che li possa rovesciare
Tartaruga
la tua ultima ora
nessuno la conterà.
10 ottobre 2006
Poesia...
Non conoscevo "Itaca" e ringrazio Nik per avermela fatta scoprire! Siccome l'ho trovata particolarmente affascinante, spero di fare cosa gradita pubblicandola. Approfitto per dirVi che se ne avete voglia, potete mandarmi del materiale "appassionante" che potrei inserire nel blog. Grazie e buona lettura.
ITACA
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni o i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi o Lestrigoni, no certo,
nè nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro,
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti.
Quando nei porti, finalmente, e con che gioia
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle, coralli, ebano e ambre,
tutta merce fina, anche profumi
più inebrianti che puoi,
va in molte città egizie,
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca,
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa' che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada,
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato un bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
Costantin.P. Kavafis
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni o i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi o Lestrigoni, no certo,
nè nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro,
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti.
Quando nei porti, finalmente, e con che gioia
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle, coralli, ebano e ambre,
tutta merce fina, anche profumi
più inebrianti che puoi,
va in molte città egizie,
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca,
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa' che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada,
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato un bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
Costantin.P. Kavafis
18 settembre 2006
Impressioni
Ecco, come promesso, qualche altra foto ricordo... sigh... delle vacanze. C'è proprio tutto (in sintesi) e per chi non avesse riconosciuto i posti, o volesse saperne di più, consiglio di visitare "Un piccolo grande paese" , che è tra i miei links preferiti.
















16 settembre 2006
Si riparte...
Il tempo scorre troppo in fretta, specialmente quando si sta bene, e così le vacanze sono volate via, ma sono state memorabili. Settembre è il mese migliore per chi ama la vacanza tranquilla e rilassante come me. Il clima poi è stato "giusto", e così: sole, mare, riposo a volontà..... e dimenticavo, mangiate di pesce fresco e di pizza, che adoooro! Ho fatto un po' (centinaia!) di foto e prossimamente vorrei pubblicarne qualcuna, tanto per gradire. Per ora vi propongo questa in cui ci siamo io e la mia metà. Vi piace?
30 agosto 2006
S.O.S. Pianobar
In un certo senso, quello che sto per scrivere è collegato all'argomento ”ascolto”, già precedentemente affrontato. Attraverso la mia esperienza lavorativa posso senz'altro dire che a distanza di anni, il fenomeno "karaoke", lanciato dal mitico Fiorello in TV, ha assunto proporzioni enormi. Dovunque, nei ristoranti, nelle pizzerie, nei pub, nei bar, nei villaggi, nei lidi e chi più ne ha più ne metta, si canta e ci si diverte con il karaoke. Va benissimo, soprattutto perchè questa è davvero una forma di divertimento pulita. Si canta a squarciagola, a volte distruggendo i timpani dei presenti, a volte mostrando capacità e talento, ma ad ogni modo si trascorre una serata in allegria e spensieratezza. Io, che ho iniziato con il pianobar, facendo solo quello per tanti anni, ho dovuto assolutamente attrezzarmi anche per l'animazione con il karaoke. Questo perchè i posti dove si fa esclusivamente pianobar sono sempre meno, ed è anche logico visto che il karaoke attrae molta più gente. In questo modo, solitamente, e secondo le richieste, dividiamo la serata in due parti. La prima facciamo pianobar e la seconda karaoke. Riusciamo così ad accontentare tutti: gli ascoltatori che sono sempre meno e i karaokisti che aumentano in maniera esponenziale. In conclusione però dico: ben venga il karaoke, ma Vi prego, NON LASCIAMO MORIRE IL PIANOBAR!
25 agosto 2006
Pigrizia
Finalmente vi presento "Pigrizia", la mia tartaruga. La foto non le rende giustizia, perchè dal vivo è molto, ma molto più carina. Ormai sono due anni che vive con me ed è cresciuta tantissimo anche perchè è molto vorace e se dipendesse da lei, passerebbe tutto il tempo a mangiare. Adora stare al sole sulla sua pietra fuori dall'acqua e vi assicuro che si mette in certe posizioni così buffe che non posso fare a meno di sorridere guardandola. E' timida e così al primo movimento brusco corre a nascondersi. Dal nome che ho scelto per lei si capisce anche qualcosa di me... Ho sempre avuto una passione per le tartarughe, fin da piccola, ma sinceramente non so dirvi il perchè. Mi prendo cura di lei e se devo stare fuori casa più di un giorno, la porto con me. Da qualche anno ho iniziato anche una collezione di tartarughe riprodotte con materiali di vario genere: ne ho un bel po'! Visitando il blog qualcuno ha forse avuto il sospetto che mi piacessero le tartarughe?!?10 agosto 2006
La notte dei desideri
Questa è la notte delle stelle cadenti e saremo in molti a scrutare il cielo nella speranza di vederle ed esprimere un desiderio. Stanotte torniamo tutti un po' bambini...evviva! E' giusto che sia così almeno una volta all'anno, magari potessimo più spesso: fa bene sognare, rigenera e mette di buon umore, e poi...non si sa mai! Ho personalmente un ricordo bellissimo di una notte di S.Lorenzo di due anni fa. Andai con l'altra metà del duo a fare una serata in una piazza di Amalfi, organizzata dal Comune. Ci aspettavamo la solita serata, con persone di passaggio che magari ci avrebbero ascoltato tra una chiacchiera e un drink e invece no. Trovammo innanzitutto i manifesti dell'estate amalfitana con il nostro nome. Al 10 agosto c'era infatti scritto "La serata delle stelle cadenti" con il Pianobar di "P & P Music...". In piazza c'era addirittura un palco con le luci tutto per noi ed erano state disposte all'incirca un centinaio di sedie. Presto quei posti si riempirono di persone che, insieme ad altre in piedi, rimasero lì tutta la sera solo ed esclusivamente per ascoltarci, senza nè bere, nè mangiare, nè chiacchierare. In poche parole facemmo un vero e proprio concerto di due ore e mezzo. Ditemi se non è un sogno questo?! In più, forse merito della serata magica, si creò un meraviglioso scambio di emozioni assolutamente indescrivibile. So solo che alla fine avevamo per davvero i brividi, tanto da faticare a concludere l'ultima canzone. Ricordiamo esattamente quello che ci fu poi detto da quelle persone che carinamente si avvicinarono e da allora quelle parole continuano a darci tanta carica. Non ringrazieremo mai abbastanza Tullio per questa serata, sicuramente tra le più belle. A volte i desideri si avverano...io ci credo!
09 agosto 2006
W l'estate!
06 agosto 2006
Che dolcezza!
E' la dolcezza personificata, anzi animalizzata! Come si fa a non provare tenerezza per lui. E' riuscito ad ammaliare anche chi proprio non voleva sentir parlare di tenere cani in casa. Bravo! Così si fa, non bisogna avere pregiudizi mai e per nessuno. Ah... dimenticavo, anche lui è di famiglia, ma soprattutto insieme a Pallino, che Vi ho già presentato, è l'unico che non si preoccupa della privacy ed è contento che la sua foto sia sul blog.
02 agosto 2006
AFRICA - MESSICO "Visioni, Suoni ed Atmosfere"

Vorrei segnalare un'iniziativa davvero interessante, sia per l'argomento trattato sia per il modo originale e creativo. I ragazzi di "Artik Studios" che hanno realizzato questa mostra hanno passione e tanta voglia di fare. Per questo, oltre che per la qualità di quello che propongono, meritano di essere incoraggiati. Se siete alla ricerca di un'esperienza diversa e intensa, che non dimenticherete facilmente, allora fate questo viaggio virtuale, tra l'altro gratuito. Io lo farò!
30 luglio 2006
Un "amico" di famiglia
Dire la solita banalità, e cioè che gli manca la parola, mi sembra riduttivo. Pallino, questo è il suo nome, è uno degli amici animali che fanno parte della nostra famiglia. E' molto amato e ricambia con tante coccole le persone che hanno la fortuna di vivere in sua compagnia. Perchè di compagnia ne fanno tanta, i nostri amici a due, quattro o più zampe e aiutano a scacciare la solitudine. Prendersi cura di loro è una vera terapia della gioia!Qua la zampa, Pallino!
21 luglio 2006
A.A.A. "Ascoltatori" cercasi
11 luglio 2006
Godimento puro!
10 luglio 2006
ITALIANI FOREVER
05 luglio 2006
B4= Bloggers for Equity
Corriamo sempre, forse troppo e per questo siamo poco attenti alla realtà che ci circonda.
In alcune parti del Mondo le cose non vanno per niente bene e non si può stare sempre a guardare. A volte basta poco. Come avrete notato, ho aderito al Progetto B4= Bloggers 4 Equity, perché anche attraverso internet si può realizzare qualcosa di positivo: far conoscere a più persone possibili, varie organizzazioni umanitarie e rendere più semplici le donazioni.
Fatelo anche voi! Aderire è facile e gratuito, basta avere uno spazio Web.
Per saperne di più cliccate sul “Box for equity” che trovate nella mia pagina Web .
In alcune parti del Mondo le cose non vanno per niente bene e non si può stare sempre a guardare. A volte basta poco. Come avrete notato, ho aderito al Progetto B4= Bloggers 4 Equity, perché anche attraverso internet si può realizzare qualcosa di positivo: far conoscere a più persone possibili, varie organizzazioni umanitarie e rendere più semplici le donazioni.
Fatelo anche voi! Aderire è facile e gratuito, basta avere uno spazio Web.
Per saperne di più cliccate sul “Box for equity” che trovate nella mia pagina Web .
30 giugno 2006
Chi l'avrebbe mai detto...
Quando abbiamo pensato alla realizzazione di questo blog, eravamo (e lo siamo ancora!) abbastanza timorosi di non essere in grado di farlo. Essendo la nostra "prima volta" ci siamo sentiti un po' impacciati, sia dal punto di vista tecnico che dei contenuti e abbiamo pensato: "Ma ci sarà qualcuno che lo visiterà o ce lo guarderemo da soli?" Beh, in pochi giorni, con le Vs visite, i commenti e le e-mail ci avete dato coraggio e tanta, ma tanta voglia di continuare. Sapeste come è emozionante aprire la ns pagina web (wow!) e trovare nuovi commenti!!! Continuate a scrivere, insistete e sappiate che così facendo ci date gioia.
Grazie!
24 giugno 2006
La Tua storia...
Racconta la Tua esperienza.
Come sei diventato artista di Pianobar e perchè?
Con il Tuo consenso la inserirò nel mio blog.
Come sei diventato artista di Pianobar e perchè?
Con il Tuo consenso la inserirò nel mio blog.
21 giugno 2006
20 giugno 2006
Sono fortunata!!!
Quando ero una studentessa non avevo ben chiaro dentro di me quello che avrei voluto fare da grande. I miei coetanei sembravano tutti avere le idee più precise in proposito, io no! Come tanti, fin da piccola, ho cominciato a cantare in parrocchia e crescendo, questa passione è diventata grande con me. Ho sempre sentito il desiderio e l’esigenza di esprimermi attraverso il canto, probabilmente perché avevo difficoltà a farlo in altro modo e in maniera così coinvolgente e vera. Sentivo gli amici dirmi: ”Hai una bella voce!”, ma non davo molto peso alle loro parole, forse perché non ho mai creduto fino in fondo nelle mie capacità. Ero consapevole solo di quello che sentivo nel profondo quando cantavo e vale a dire una forte emozione che mi faceva stare bene. Per questo cantavo in continuazione, specialmente a casa, sui dischi delle mie cantanti preferite e cercavo in tutti i modi di migliorarmi.Nel frattempo gli studi continuavano ma idee sul futuro niente! D’altra parte velleità artistiche, voglia di successo e popolarità: zero! Forse a causa della mia insicurezza, chi può saperlo? Credevo sarebbe rimasto tutto così: una passione grande ma chiusa dentro di me o solo per pochi amici. Ma la vita, si sa è imprevedibile… per vari motivi che non vi sto qui a raccontare, a Roma ho conosciuto una persona che faceva pianobar e cercava una cantante. Ero terrorizzata, ma spinta da un’amica, ho trovato il coraggio di farmi ascoltare e così è cominciata quest’avventura, che ora è il mio lavoro da diversi anni ormai. Ho capito così finalmente quello che da sempre inconsciamente sapevo e cioè che non ho mai voluto fare altro nella vita se non cantare. Sì, è la mia passione, la mia fonte di energia, la mia soddisfazione e certamente la mia più intima espressione! Mi sento molto fortunata perché faccio un lavoro che mi piace! E non cerco di più, forse perché non sono ambiziosa ma anche perché sono contenta così. I primi anni sono stati molto particolari, soprattutto perché ho vissuto esperienze con altri musicisti che poi sono diventati grandi amici: suonare insieme ti permette di entrare in una vera comunione d’ anime e si crea un feeling non facile da spiegare (chi lo ha provato mi può capire!). Quando si suona insieme si prende e si dà, non c’è rivalità e l’obiettivo è solo il risultato finale: la riuscita del “pezzo”, sia tecnicamente, sia soprattutto emozionalmente. Ci sono anche delle eccezioni, molti colleghi ad esempio si sentono delle “prime donne” e ti guardano dall’alto in basso, ma io penso che, per quanto grande possa essere il talento, l’umiltà sia in ogni caso la prima cosa! Non parlo certamente di falsa modestia, ma di semplice umiltà, quella che implica il rispetto per tutte le persone. Tanti si portano dietro il famoso “cassetto dei sogni” con il loro personale e grande sogno: diventare famosi! Ci convivono da anni, alcuni fanno qualsiasi provino capiti a tiro, altri, i fatalisti, aspettano il destino e soprattutto la fortuna! Sono però molti, i musicisti che sono contenti e fieri di far parte di questo grande e nascosto mondo degli artisti di pianobar, quelli che un mio amico chiama “gli artigiani della musica”.Come si sa, ogni lavoro ha anche le sue difficoltà ed io in tanti anni ne ho incontrate tante e di vario genere. Innanzi tutto non è facile far capire ed accettare alle persone più care, che questo è quello che vuoi fare nella vita, infatti, ancora oggi mi dicono: ” Sai c’è quel concorso, perché non fai la domanda?” Sono molto dispiaciuta per questo, ma….. pazienza! Il vero problema iniziale poi, è procurarsi le serate. Per i primi anni non ho avuto quest’incombenza, perché se ne occupava il musicista e grande amico che mi portava con sé, ma tutto è diventato più difficile, impegnativo, ma anche più stimolante, quando mi sono messa in proprio. Inoltre sono tornata nella mia città, dove ho cominciato a farmi pubblicità da sola, portando a mano i biglietti da visita nei locali. Dopo un primo momento di sconforto sono arrivate per me e per il mio nuovo compagno di viaggio, le prime serate e da allora le cose vanno per fortuna sempre meglio. Inserirsi in una nuova piazza non è facile, non ti conosce nessuno, ma grazie alla volontà, la costanza, l’esperienza, la serietà e le capacità, è andata e va bene! Portare avanti quest’attività oggi è diventato ancora più difficile, perché i permessi che occorrono per suonare hanno un costo che non sempre i proprietari dei locali possono o vogliono permettersi e così spesso la soluzione per loro è: non fare musica. Il risultato è purtroppo, che si è ridotto il numero dei locali dove si fa pianobar e questo è un vero peccato: la musica è importante! Un aspetto fondamentale poi è il contatto con le persone. Ogni serata è diversa dall’altra proprio perché è il pubblico ad essere diverso. Non ci sono delle regole e non vorrei generalizzare, ma proverò a descrivervi i tipi di pubblico che s’incontrano. C’è il pubblico del grande ristorante elegante che ti ascolta da lontano e applaude poco, ma quando va via ti saluta con garbo e ti fa i complimenti; poi quello del ristorante-pizzeria che ha voglia di divertirsi e partecipa facendoti richieste di tutti i tipi: chi vuole cantare, chi ballare, chi ascoltarti e il tutto, ahimè contemporaneamente; infine il pubblico dei matrimoni e dei banchetti in genere, che durante il pasto, quando cioè vuole chiacchierare, ti preferisce in versione “radio in sottofondo”, ossia ad un volume direi bassissimo con il quale devi essere in grado di cantare (in questo ti aiuta l’esperienza o meglio il “mestiere”), mentre nei momenti di pausa tra una portata e l’altra ti ascolta, ma più di tutto, vuole partecipare in prima persona, magari con un discorso o una canzone cantata questa volta, ad un volume decisamente più alto. Ci sono è vero anche momenti di sconforto, specie quando ti senti trattata come un juke-box, quando dopo aver cantato per quattro ore ti dicono: ”Ma già andate via?”, oppure quando a fine serata, stanca, guardi il tuo compagno e pensi come lui, che sono anni che non fai solo la cantante, ma anche il tecnico che porta l’impianto (pesa credetemi!), lo carica in macchina, lo scarica, lo monta, lo regola, lo smonta e arrotola i fili (sono tanti!) e così via. Ma c’è dell’altro che per fortuna va a compensare questi momenti.Il rapporto con il pubblico ad esempio è un vero e proprio rapporto d’amore: il culmine del piacere si raggiunge quando ci si emoziona insieme! Questo non è sempre facile, a volte come in un qualsiasi rapporto, ci si accontenta!L’applauso ti gratifica è vero, ma il più delle volte arriva quando meno te lo aspetti, ad esempio al termine di una canzone molto conosciuta ma che tu non ritieni proprio eccezionale e che abbia chiaramente un bel finale sostenuto. Ci sono volte in cui invece, stai cantando la tua canzone preferita che è poco conosciuta ma è bellissima e coinvolgente. Ti emozioni a tal punto da sentire i brividi e alla fine, fai fatica a tenere il microfono fermo nella mano, perché stai tremando come una foglia e….. non succede nulla. “Sono distratti” pensi, ma speri che quella tua emozione sia arrivata almeno ad una persona e quando, ti si avvicina nel silenzio qualcuno che ti dice: ” Molto cuore signorina, complimenti!”, allora sei felice e appagata e pensi che questo sia un lavoro fantastico che ti dà la possibilità di emozionarti e di emozionare, anche una sola persona, ed è bellissimo! Quel momento vale più di qualsiasi applauso scrosciante e ti ripaga di ogni stanchezza o delusione. Forse è per questo motivo che ho scelto il pianobar per cantare: l’emozione passa dal tuo cuore, attraverso la tua voce, direttamente al cuore di chi ti ascolta per davvero, fosse anche una sola persona. È un contatto diretto, personale. Penso che gli artisti famosi, quelli che fanno i concerti allo stadio per intenderci, sentano una forte emozione quando dal palco, vedono migliaia di persone che applaudono e cantano le loro canzoni, ma non credo che provino quello che provo io quando, guardando negli occhi una persona, in una piccola sala di un ristorante, mi accorgo di averla emozionata!Cosa può esserci di più magico!?! Sì, sono proprio fortunata!
Iscriviti a:
Post (Atom)


