- Ideato da
- Pina InMusica
Il nostro intento principale è quello di risultare sempre gradevoli
all'ascolto e di creare la giusta atmosfera a seconda delle
occasioni. E' importante per noi adeguare il repertorio al gusto del
pubblico presente, che è chiaramente diverso di volta in volta, così
come il modo e il volume. Ciò si ottiene grazie alla lunga
esperienza e alla osservazione attenta! Ad esempio per una serata
tranquilla o durante un pranzo nuziale, quando le persone
chiacchierano amabilmente, è nostra abitudine esibirci ad un volume
che sia di sottofondo. Nei momenti topici, ad esempio il Ballo
degli Sposi, una dedica particolare o quando c'è da fare baldoria e
divertirsi, il volume cambia e si coinvolge il pubblico. Inoltre, ci
appassiona l'arrangiamento vocale e la fusione delle voci (solista e
coro), che danno alla canzone un tocco di originalità, senza
imitazione alcuna.Il nostro Pianobar è sempre e comunque
espressione di quello che siamo e sentiamo. Lo scopo è quello di
emozionarci e di conseguenza trasmettere agli altri quella emozione,
divertirci e far divertire!
6 commenti:
Mauro è sempre stato una persona particolare, ma non sapevo fosse così speciale. A mast'
E'una storia molto particolare e perciò bella!ci fa pensare a tante cose della nostra esistenza come l'amore e quello che ci aspetta dopo la morte! Credo che a tutti piacerebbe essere un ....CICCIO!
Ciao Pina,la storia di Mauro e Ciccio è dolcissima.Mi ha ricordato mia mamma che amava i gatti e nell'orto ne aveva 3......ricordando tanti momenti vissuti con lei,belli e non ;mi assale una dolce malinconia.....la vita continua e bisogna andare avanti.Sei bravissima,continua cosi' un bacione....
Nel grigiore che ci circonda il signor Mauro,con i suoi bei pensieri,è un fortunato.Non è cosa da tutti.
A me è venuto in mente,per estensione dell'argomento,Alberto Asor Rosa e il suo "Gattuomo"
I protagonisti sono il gatto «Micio nero» e la cagna «Contessa», che narrano le vicende della vita quotidiana in compagnia del loro padrone («a conoscerlo bene mi si rivela sempre più vanitoso, approssimativo, distratto, egoista, puerile, talvolta bamboccio, eccezionale cercatore e procuratore di guai a sé e agli altri», così lo descrive «Micio nero») e della sua compagna.
La vicenda si dipana lungo tutto l'arco temporale della vita del gatto, fino alla sua morte per eutanasia, che lascia nel padrone un vuoto incolmabile: «Se a un Gattuomo togliete il gatto, cosa resta? Resta un uomo, anzi se mi è permesso, data la confidenza che ho con lui, un poveruomo, privato della potente componente immaginativa e contemplativa che gli era venuta dalla sua congiunzione con me».
Scrive Asor Rosa: «Se ci si sofferma a riflettere anche solo per pochi istanti sull'attuale, terribile, nefanda bestialità degli umani, si diventa più disposti a concedere la nostra attenzione e il nostro vigile ascolto alla mite umanità (sempre, ripeto, per parlare umano) delle cosiddette bestie».
Come non dargli torto? Chiunque abbia avuto modo di intrattenere rapporti duraturi e amicali con un gatto e/o un cane, si riconosce integralmente nei protagonisti di questo romanzo e riflette.
Riflette sulla semplicità, intesa come capacità di soddisfare alcuni bisogni elementari e di essere da questo appagati, ed allo stesso tempo complessità, intesa come capacità di elaborare dei sentimenti come possono essere la riconoscenza o l'affezione, del vivere animale.
Riflette se il senso morale sia una caratteristica esclusiva degli esseri umani oppure se esista anche in altre specie animali, in particolare in quelle più vicine a noi.
Per molto tempo la moralità umana, che considera l'interesse della comunità superiore a quello dell'individuo, è stata vista come un fatto unico che da solo differenzia gli esseri umani da ogni altra specie vivente
Scriveva Charles Darwin nel 1871: «In ogni tempo nel mondo vi sono state tribù che ne hanno soppiantate altre; dal momento che la moralità è stata uno dei fattori del loro successo, il livello di moralità tenderà a salire ed il numero di persone che ne sono provviste ad aumentare dappertutto».
Invece, gli studi effettuati da quarant'anni a questa parte sulla vita sociale di numerose specie animali indicano che il senso di giustizia, come il senso di colpa, la simpatia come l'empatia sono diffuse anche tra gli animali.
I gatti trascorrono circa l'85% del loro tempo dormendo o riposando. «Micio nero», il protagonista del romanzo di Asor Rosa, ci ricorda che: «Dormire, amici, è sparire: sparire nel buio e nel silenzio della nostra intimità più segreta come nel folto intricato e ombroso del bosco.
Ovunque siamo, anche nel mezzo del chiacchiericcio umano più sfrenato, scompariamo: è la nostra tempestiva e temporanea fuga dal mondo, è il nostro raggiungere, in ogni ora del giorno e della notte, l'ultimo rifugio cui tutti aspirano, sostarvi tranquillamente quanto basta a ritemprarci e poi, ritemprati, tornare con la gratificante sensazione di poterci tornare quando e come vogliamo».
Se ciascuno di noi potesse, nel bel mezzo di una discussione per una questione privata o di lavoro, sparire e rifugiarsi in un sonno liberatore e ristoratore, forse non avremmo più bisogno di ricorrere a succedanei diversi, come costosissime sedute di analisi per i più abbienti, o colossali abbuffate per gli altri!
Forse perché la mia età è vicina a quella di Mauro, Giovanni e Vittorio ma mi sono sentito coinvolto da questa “favola vera”. Chi è stato a scriverla Pina o Peppe?
Bravi ! Ogni tanto vengo a farvi visita.
Ciao Gaetano
Gli animali hanno una sensibilita' che noi esseri umani non abbiamo. Io ho una cagnetta e una gatta e vi assicuro che definirle "umane" e' riduttivo...Cari saluti da Rosetta Fragapane.
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